Philosophy
MANIFESTO
Il CINEMA-COMUNITA’ si ispira ed è debitore del cinema neorealista italiano e della nouvelle vague francese. Nell’attuale contesto storico-sociale c’è l’urgenza di riappropriarsi da parte del cinema di uno “sguardo sul reale” dimenticato o poco praticato conciliandolo con una ricerca sulla bellezza e verità dei rapporti umani a partire da chi lavora per realizzare le storie per il cinema per riversandolo nei personaggi e la loro storia davanti alla camera.
TROUPE RIDOTTE AL MINIMO ( REGISTA, OPERATORE-DOP, ASSISTENTE OPERATORE, FONICO, MICROFONISTA).
PASS PER LAVORATORI PROVENIENTI DAL MONDO DEL SOCIALE
CONVIVENZA IN UNA STESSA CASA DELLA TROUPE ARTISTICO-TECNICA PER TUTTA LA DURATA DELLE RIPRESE.
NESSUNA SCENOGRAFIA: LOCATION (LUOGHI REALI, ESEMPIO UNA SCENA DA GIRARE IN UN REPARTO PSICHIATRICO LA SI GIRERA’ IN UN VERO SPDC UTILIZZANDO ANCHE PERSONALE SANITARIO E PAZIENTI REALI ). RIPRESE ESTERNE NEI LUOGHI IN CUI SI “SVOLGE LA VITA SENZA FERMARLA” A COSTO DI SGUARDI IN MACCHINA DELLE COMPARSE REALI E INVOLONTARIE DEL FILM.
CONDIVISIONE DEL PROCESSO CREATIVO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DEI CONTENUTI/STORIA/SVILUPPO DEI PERSONAGGI CON TUTTA LA TROUPE ARTISTICO/TECNICA. TUTTA LA TROUPE DEVE CONOSCERE LA SCENGGIATURA E OGNI SERA SI DISCUET TUTTI INSIEME DELLE SCENE CHE SI ANDRANNOA GIRARE IL GIORNO DOPO. OGNI CONSIDERAZIONE/OPINIONE/SUGGERIMENTO/CONSIGLIO E’ ACCOLTO E DISCUSSO. ALLA FINE SI FA UNA SCELTA CONDIVISA.
ATTORI PRINCIPALI: NON PROFESSIONISTI O SCONOSCIUTI IN QUALCHE MODO CON TRATTI DI PERSONALITA’ E VISSUTI ANALOGHI AI PERSONAGGI DELLA STORIA.
ATTORI MINORI E COMPARSE REALI CIOE’ INTERPRETANO SE STESSI (UN MEDICO SARA’ UN VERO MEDICO).
LUCI E COLORI NATURALI.
MESSA IN SCENA “pedina” il fluire della vita e la realtà attraverso la camera a mano; steady-cam, piani sequenza alternati a totali a macchina fissa.
I greci antichi parlano di ‘giusta misura’: ‘realizza il tuo demone secondo misura’. E ancora: ‘la giusta misura , è in tutte le cose, perché anche la bellezza è la giusta proporzione degli elementi’.Lo stile di messa in scena cerca di seguire questo criterio, proprio perchè il cinema deve cercare la “bellezza”, l’ armonia con la ‘natura esterna e interna a sé’. Attraverso un lento muoversi della mdp si cerca la ‘giusta misura’ nel rapporto tra i personaggi e l’ambiente che li circonda. Li si osserva nell’atto del fare. Il movimento della mdp mette in relazione i personaggi, coglie nuovi particolari e contempla il personaggio nei suoi gesti più quotidiani, cerca la sintonia con i dialoghi e le azioni, si “meraviglia” di fronte ai momenti di comunione,“soffre” nei momenti di conflitto. Al movimento della camera che entra in comunione con i personaggi, le loro emozioni e azioni quotidiane si può intercalare l’utilizzo di totali, limitando il più possibile campi/controcampi in modo da poter osservare le interazioni dei personaggi nel loro fluire naturale. Infatti il punto di vista percettivo adottato dal cinema di finzione cambia continuamente (campo, controcampo, pdv e piani di ripresa diversi) e quindi risulta innaturale al nostro modo di percepire nella quotidianità (se guardiamo una persona, la guardiamo sempre da un unico punto di vista). Si cerca il ritmo all’interno del quadro, nei dialoghi e nei movimenti dei protagonisti. Lo sguardo dello spettatore è invitato a avvicinarsi e allontanarsi dall’espressione vera dei sentimenti e degli stati d’animo attraverso lenti movimenti di camera.
